Smantellato un gruppo ritenuto responsabile di 14 colpi tra la provincia di Udine, Bibione e Caorle. Recuperata anche la refurtiva sottratta a un mezzo dei vigili del fuoco
Udine – Cinque persone sono state raggiunte da misure cautelari nell’ambito di un’indagine dei Carabinieri su una serie di furti aggravati ai danni di auto e furgoni commessi tra la provincia di Udine e il litorale veneto.
L’operazione, coordinata dai Carabinieri di Udine, ha portato all’esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare in carcere, due obblighi di dimora e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. I provvedimenti, emessi dal Gip di Udine, riguardano cinque cittadini italiani di origine sinti, ritenuti responsabili, a vario titolo, di 14 episodi di furto.
Le indagini hanno coinvolto le Compagnie dei Carabinieri di Tolmezzo e Cividale, il Nucleo Investigativo del Reparto Operativo Provinciale, con il supporto del Nucleo Elicotteristi di Belluno, dei reparti cinofili della Guardia di Finanza di Trieste e della Polizia Locale di Udine.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i furti sarebbero stati commessi in parcheggi, centri commerciali, ristoranti, parchi e aree di sosta, con episodi registrati dalla provincia di Udine fino a Bibione e Caorle, nel Veneziano.
Gli accertamenti sono stati sviluppati attraverso attività investigative tradizionali e l’analisi degli elementi raccolti sui luoghi dei reati. Gli indagati, secondo l’ipotesi investigativa, rompevano i lunotti dei veicoli per impossessarsi degli oggetti lasciati all’interno degli abitacoli.
Tra gli episodi contestati figura anche il furto avvenuto l’11 marzo in piazza 1° Maggio, a Udine, ai danni di un mezzo di servizio dei vigili del fuoco. In quell’occasione erano stati sottratti materiali per un valore di circa 30 mila euro, successivamente recuperati nel corso delle indagini.














































